AD 1505

Venendo da Piazza Ganganelli si sale verso il paese vecchio, oltrepassando l’ex Monte di Pietà e più avanti il Musas ci si può fermare a prendere fiato nella Piazzetta delle Monache su cui si affaccia il Convento, nel cuore medioevale di Santarcangelo e dal quale la piazza prende il nome.

Nel 1505 Suor Obbedienza da Rimini appartenente all’ordine Camaldolese del Monastero di Santa Caterina da Cesena giunse a Santarcangelo e ricevette in dono dal municipio della città un edificio che al costo di 60 bolognini ristrutturò per adibirlo a monastero. La parte più antica ancora visibile è quella addossata alle mura malatestiane accanto a Porta Cervese, nel corso del XVII secolo la struttura fu ampliata, il monastero venne abbandonato nel 1800 in seguito alla soppressione napoleonica delle congregazioni religiose.

Delineare la storia del convento presenta qualche difficoltà proprio a causa della dispersione del suo archivio e del patrimonio artistico e librario, avvenuta dopo la soppressione napoleonica dei primi anni del XIX secolo. Scomparso ogni documento, dalla sua erezione avvenuta nel 1505, al principio del secolo seguente, la documentazione superstite riguarda soprattutto l’amministrazione, con bilanci, inventari, testamenti, legati e così via, sparsi tra gli Archivi di Rimini, Santarcangelo, Forlì e naturalmente del convento stesso.

Esso rinacque a nuova vita nel 1856 quando divenne proprietà di Suor Angela Molari, fondatrice della Congregazione Figlie dell’Immacolata Concezione.