L’Orto

L’orto è il cuore del Convento.

Un ettaro di suolo incontaminato ricco di erbe spontanee ormai rare in queste zone, le stesse erbe che le suore utilizzavano nell’antica “Speziaria” di cui oggi non rimane purtroppo traccia in cui producevano la Teriacha, una sorta di sciroppo che per secoli venne considerato una panacea per ogni malattia. Da sempre infatti il monastero ha prodotto al suo interno una vasta gamma di tisane, infusi e unguenti, che oggi si sta tentando di riprodurre in base alle antiche ricette.

L’antico capanno di cotto ad uso magazzino, che fu anche cella per orazioni fino al XVII secolo, è ancora visibile, così come  l’antico sistema per l’approvvigionamento dell’acqua lungo il  pendio fatto di pozzi, cisterne, condotti ipogei e lavatoi; seguendo inoltre la posizione degli alberi più grandi si riesce anche ad individuare l’antica vena d’acqua sotterranea che passa al centro dell’orto, più in basso proprio accanto alle mura c’è la parte dedicata coltura di ortaggi. Da sempre l’orto con i suoi  frutti ha approvvigionato la comunità religiosa ed ancora è così, chi tra gli ospiti lo vorrà potrà persino raccogliere nel tempo della loro maturazione, i fichi, le prugne, i cachi dell’orto e perché no mangiarne durante la colazione.

Le regole di coltivazione seguono i dettami dell’agricoltura biologica.