La Chiesa

1574
Da una Visita del Vescovo Castelli apprendiamo che la chiesa del convento “di sito piccolo” aveva due altari, oltre l’Altare maggiore, dedicati a S. Giuseppe ed a S. Marco.

1620
Una Visita del Vescovo Pavoni ci dà una dettagliata descrizione della chiesa e del Monastero. Risulta che sono stati fatti notevoli restauri e forse ampliamenti. Inoltre gli Altari sono ora dedicati alla Beata Maria Vergine e a S. Carlo.

1738
La chiesa nuova, costruita, a pianta ottagonale, accanto alla vecchia demolita, fu inaugurata nel 1738. Oggi si può affermare con certezza che sia da attribuire ad un Bibbiena e non al Buonamici. Nella didascalia ad una pianta del Monastero, del 1747, alla lettera A si legge: “sito della nuova chiesa di architettura del Sig. Bibbiena”. Probabilmente si tratta di Ferdinando Galli Bibbiena (1657-1743) (magari in collaborazione col figlio Antonio), che lavorò prima come decoratore e scenografo in vari luoghi, poi dal 1685 al 1708 peri Farnese a Parma, come primo architetto ducale. Dal 1719 esegui assieme al figlio Antonio, i lavori di restauro del teatro della Fortuna a Fano e tra il 1719 ed il 1724 a quelli della chiesa di S. Giovanni Evangelista ed a quella dei Teatini a Rimini. Gli altri componenti la Famiglia Bibbiena non risulta che abbiano lavorato nel Riminese. All’interno della chiesa sono di notevole pregio gli stucchi dì Antonio Trentanove della seconda metà del 700.